LA SIGNORINA ELSE

LA SIGNORINA ELSE
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1 ora

Teatro Out Off

teatro Out Off
via mac mahon 16, 20155 - Milano (MI)

Genere: drammatico

Prezzo intero: € 18,00

Prezzo con tessera EaT: € 10,00

Prezzo con coupon EaT: € 6,00


Note:

Federica Sandrini.
Diplomata alla Scuola di Recitazione del Teatro Stabile di Genova nel 2009, ha una formazione anche nella danza classica e contemporanea. Completa il percorso di studi seguendo laboratori con Emma Dante, Declan Donnellan e Nick Ormerod, Aida Vainieri, storica ballerina della compagnia di Pina Bausch, Pier Paolo Sepe, Tapa Sudana, attore della compagnia di Peter Brook. Dopo il diploma viene subito selezionata per interpretare il ruolo di Miranda nella Tempesta di Shakespeare con Umberto Orsini e la regia di Andrea de Rosa, in tournée nazionale per due stagioni. Nel 2010 e nel 2011 partecipa alla ripresa del Sogno di una notte di mezza estate del Teatro dell’Elfo. Nel 2011 è Adele nella Casa di Bernarda Alba di Garcia Lorca con la regia di Llouis Pasqual prodotto dal Napoli Teatro Festival. Nel 2012 prende parte agli spettacoli La Nave delle Spose prodotto dal Teatro Stabile di Catania con la regia di Giuseppe Dipasquale e Il Ventaglio di Carlo Goldoni con la regia di Alberto Oliva (Premio Sipario 2012 Anct). Collabora con Il Teatro Stabile di Napoli.

 

Alberto Oliva
Classe 1984, si laurea in Scienze dei Beni Culturali all’Università Statale di Milano, si diploma alla Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi nel 2009, realizza diversi spettacoli da regista, fra cui Il venditore di sigari (Teatro Litta, Milano), Le Baccanti di Euripide (Teatro Astra, Torino), La danza della morte e Il Padre di Strindberg (Teatro Out Off, Milano), Il Ventaglio di Goldoni, Il Mercante di Venezia di Shakespeare ed Enrico IV di Pirandello (Contato del Canavese di Ivrea). Nela stagione 2016/2017 ha una residenza al Teatro Franco Parenti di Milano con la sua compagnia I Demoni per un progetto di tre spettacoli su Delitto e Castigo di Dostoevskij. Nel 2012 vince il Premio Internazionale Luigi Pirandello come regista emergente.

La trama

di Arthur Schnitzler
traduzione di Enrico Groppali
regia Alberto Oliva
con Federica Sandrini
scene Marco di Napoli
costumi Giuseppe Avallone
musiche originali Gabriele Cosmi

In occasione dello spettacolo si svolgeranno in alcune repliche incontri con artisti,  giornalisti ed esperiti sul tema delle molestie e della violenza di genere.

“Mi sento così sola, nessuno può comprendere la mia straziante solitudine”.

Nell’anno in cui è scoppiato lo scandalo Weinstein e qualcuno ha cominciato a denunciare con piena convinzione gli abusi sessuali compiuti dai potenti a danno delle donne, soprattutto giovani, in cambio di opportunità lavorative, ha un valore speciale proporre Signorina Else. Grande classico della letteratura della Belle Epoque, questo racconto di Schnitzler adattato per il teatro da Alberto Oliva e Federica Sandrini, denuncia con la potenza verbale di uno dei massimi scrittori del primo Novecento, un caso emblematico di proposta indecente ai danni di una ragazzina, perpetrato da un uomo maturo, ricco e potente. Un flusso di coscienza inarrestabile e pieno di sincerità, sofferenza, dubbio, paura, senso di colpa, ci accompagna a riflettere su un tema scottante vissuto dal punto di vista della vittima. Else non riesce a resistere allo sguardo morboso di quel “porco” di Herr Von Dorsday e il gesto che arriva a compiere è definitivo e senza appello, monito forte e irreversibile per noi superstiti, chiamati a non accettare più comportamenti simili. È giunto il tempo di far risuonare le parole di questo testo in un tempo in cui ancora sono attualissime e ci chiedono giustizia.

La giovane protagonista del testo di Schnitzler incarna tutte le incertezze di una società in crisi, quella mitteleuropea tra le due guerre mondiali, non distante dalla nostra, anch’essa viziata da un recente, fantasmagorico boom economico che ha consentito a tutti di rivedere al rialzo le proprie aspettative e che adesso chiede ai giovani un conto salato, mentre sprofonda ogni anno di più, divorato dall’aquila della speculazione finanziaria e della crisi dei valori.

Else dice ripetutamente nel testo di essere in alto, e letteralmente lo è (alloggia ai piani alti di in un albergo di montagna a oltre 1600 metri di altezza) ma si sente in alto anche rispetto agli altri, i suoi coetanei come gli adulti che la guardano dall’alto in basso e pretendono di giudicarne impulsi e comportamenti, ma non la capiscono e non la potranno capire mai più.

Mi piace pensare Else in alto, sospesa tra l’hotel e il cielo, seduta sul davanzale della finestra, sovrastata solo dall’ombra del monte Cimone, che la sovrasta col fascino sublime della sua Bellezza nei colori del tramonto.

Per raccontare questa sospensione, la scenografia è fatta solo di bianche altalene che ondeggiano in uno spazio vuoto, i cui i confini si allontanano, facendo perdere la percezione della realtà. È lo spazio interiore di Else, che racconta, in un vertiginoso flusso di coscienza, le angosce insanabili e le paure, ma anche i sogni, le illusioni, le fantasie di un’adolescente che avrebbe voluto un futuro diverso. O, almeno, un futuro, che l’ipocrisia della famiglia e dell’ambiente in cui è costretta a vivere le impedisce di avere, perché si scontra con un abuso di potere viscido e inaccettabile che la offende nella sua dignità.

Le suggestioni relative all’ambientazione e all’atmosfera nostalgica e avulsa dalla realtà mi derivano da quanto scrive il traduttore, Enrico Groppali, a commento del testo, partendo da una battuta di Else che richiama il tema del doppio:

Peccato che quel vetro gelido ci separi… che accordo perfetto regnerebbe tra noi” mormora Signorina Else alla sua immagine riflessa allo specchio per abbandonarsi, subito dopo, a una constatazione sommessa, una terribile lacerazione della psiche: “Ci sono telegrammi e hotel e montagne e stazioni e boschi ma le persone non esistono. Siamo noi ad immaginare l’esistenza”.

Else è un’ombra, forse è già morta prima ancora che si alzi il sipario su questa Commedia di Fantasmi che si rappresenta nel luogo deputato della degradazione e dello smarrimento contemporaneo dove ogni suono, ogni parola, ogni frase obbedisce alla legge freudiana della perdita della coscienza, all’absence dell’attacco isterico, allo smarrimento dell’io frantumato nella serie infinita delle fantasie di seduzione…

Forse davvero Else è lo spirito dei nostri tempi, un fantasma che aleggia sopra tutti noi, memoria del passato e anima che vaga indecisa senza trovare un approdo di pace interiore e ci scuote come un soffio di vento per spronarci ad agire.

Alberto Oliva

 

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